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LO SPOSO NON PUO’ PECCARE DI SCARSA ELEGANZA

Consigli, Curiosità, Ispirazioni

Se per una qualsiasi occasione anche l’uomo può cedere ad acquisti dettati dalla moda e dall’ istinto, per il giorno delle nozze la mise dello sposo non deve essere affatto lasciata al caso. Allo sposo non è concesso sbagliare: non deve mai peccare di scarsa eleganza ma risplendere accanto alla futura moglie.

Proviamo quindi a stendere un piccolo elenco di accorgimenti per creare un look all’ altezza del Sì.

IL COLLETTO DELLA CAMICIA

E’ un elemento fondamentale che caratterizza l’abito dello sposo. Ce ne sono di di vari tipi, forme e dimensioni, ma solo pochi si adattano ad un momento solenne come le nozze. La scelta più sicura è il collo “diplomatico” o “a coda di rondine”, con piccole vele tese verso l’esterno che lasciano spazio a papillon o ascot, indispensabili in caso di cerimonia molto formale con lo sposo in tight o in frac. In caso di abito elegante a due o tre pezzi, si può optare per un collo “alla francese”, caratterizzato da punte molto ampie e aperte, ideali per nodi di cravatta importanti e voluminosi. Per questo tipo di collo sono fondamentali le stecche che mantengono le punte composte.

Meno formale, solitamente indossato dagli sposi più giovani, è il collo “all’italiana” che ha le punte più unite, perfetto quindi anche senza cravatta.

Al di là delle regole del bon ton, sono sempre importanti l’armonia e le proporzioni: un colletto “all’ italiana”, avendo le punte molto lunghe, serve a slanciare il viso; il colletto alla “francese”, darà l’effetto contrario. Quindi, futuri sposi, un trucco da camerino è sicuramente quello di controllare che il colletto sia proporzionato alla forma del volto, alla lunghezza del collo e all’insieme della corporatura.

POLSINI E GEMELLI

Se il colletto della camicia incornicia il volto, i polsini non sono certo di secondaria importanza. I polsini doppi “alla francese”, devono sporgere di due centimetri dalla manica della giacca ed essere rigorosamente chiusi dai gemelli in oro, argento o pietre preziose. Sono l’ideale per eventi formali che richiedono un’eleganza classica e d’altri tempi. Sicuramente da abolire il polsino diritto, tipico delle camicie sportive, troppo casual e poco adatto allo stile rigoroso dello sposo.

LA BOUTONNIERE

Chiamata comunemente anche “fiore all’occhiello”, è una piccola accortezza, simbolo di grande eleganza. Si indossa sul rever sinistro della giacca, senza pochette (il fazzoletto da taschino), l’una infatti esclude la presenza dell’altro. La boutonnière può essere coordinata al bouquet della sposa o assolutamente indipendente; tra i fiori più adatti : una rosa, una gardenia, un garofano, un’orchidea, una calla o anche spighe di grano e lavanda (perfette per una cerimonia country-chic). E’ sempre buona regola non esagerare con composizioni troppo eccessive che appesantiscono l’abito, meglio un fiore singolo piuttosto che un insieme poco armonico di tanti piccoli boccioli. Da non dimenticare: la boutonnière va sempre tolta dopo la cerimonia, un fiore appassito non è mai un dettaglio elegante.

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